Bangkok – Il vice primo ministro e ministro del commercio thailandese, Suphajee Suthumpun, ha incontrato l'ambasciatore statunitense in Thailandia, Sean O'Neill, il 24 aprile per riaffermare e rafforzare la partnership commerciale bilaterale di lunga data, che risale a oltre 190 anni fa.
I colloqui si sono concentrati sul progresso dell'Accordo sul commercio reciproco (ART), sulla risoluzione delle preoccupazioni statunitensi in corso nell'ambito delle indagini ai sensi della Sezione 301 e sull'esplorazione di nuove strade per un commercio e investimenti equilibrati. Entrambe le parti hanno espresso l'impegno a favore di una relazione economica più solida e sostenibile.
Progressi nell'ambito del quadro di reciprocità commerciale
Nell'ottobre del 2025, gli Stati Uniti e la Thailandia hanno raggiunto un accordo quadro per l'ART (Australian Trade Regulations). In base ai termini dell'accordo, la Thailandia ha accettato di eliminare i dazi doganali su circa il 99% dei prodotti statunitensi, inclusi prodotti industriali, alimentari e agricoli. In cambio, gli Stati Uniti mantengono un dazio reciproco del 19% sulla maggior parte dei prodotti di origine thailandese, offrendo al contempo l'accesso a tariffa zero per determinati prodotti.

L'accordo quadro comprende anche impegni per ridurre le barriere non tariffarie, come l'accettazione degli standard statunitensi in materia di sicurezza ed emissioni dei veicoli, le approvazioni della FDA per dispositivi medici e prodotti farmaceutici e l'accesso accelerato per carne e pollame statunitensi. La Thailandia si è inoltre impegnata a migliorare la tutela dei lavoratori, l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, le norme sul commercio digitale e la resilienza delle catene di approvvigionamento.
Rispondere alle preoccupazioni relative alla Sezione 301 degli Stati Uniti
Durante l'incontro del 24 aprile, la Thailandia ha affrontato le preoccupazioni sollevate dagli Stati Uniti nelle recenti indagini ai sensi della Sezione 301. Queste indagini, avviate nel marzo 2026, esaminano la sovraccapacità strutturale nei settori manifatturieri e l'incapacità di vietare efficacemente le importazioni di beni prodotti con lavoro forzato in decine di paesi partner commerciali, tra cui la Thailandia.
Suphajee ha illustrato gli sforzi della Thailandia per allinearsi agli standard internazionali in materia di diritti dei lavoratori e per mitigare i rischi legati alla sovraccapacità produttiva. Il Paese ha inoltre proposto esenzioni tariffarie per i beni che gli Stati Uniti non producono a livello nazionale, con l'obiettivo di creare una dinamica commerciale più equilibrata.
Prossimamente: impegno di alto livello e spinta agli investimenti
Il vice primo ministro Suphajee visiterà gli Stati Uniti dal 3 al 6 maggio 2026. Il viaggio prevede colloqui di alto livello con l'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) sulle questioni relative alla Sezione 301 e la partecipazione al SelectUSA Investment Summit 2026 a National Harbor, nel Maryland, insieme a un'importante delegazione di imprenditori thailandesi.

Il vertice rappresenta una piattaforma fondamentale per promuovere gli investimenti diretti esteri negli Stati Uniti e per mostrare la continuità degli investimenti thailandesi e le opportunità per le imprese americane in Thailandia.
Fondazione per un commercio forte
Gli scambi bilaterali rimangono solidi. Nel 2025, gli Stati Uniti si sono classificati come il secondo partner commerciale della Thailandia, con un interscambio totale pari a 93.6 miliardi di dollari. Le esportazioni thailandesi verso gli Stati Uniti si sono attestate a 72.5 miliardi di dollari, a dimostrazione dell'importanza del mercato americano per i prodotti thailandesi, che spaziano dall'elettronica e dai macchinari ai prodotti agricoli.
La Thailandia si è mostrata pronta a collaborare strettamente con gli Stati Uniti per sviluppare un partenariato economico più equilibrato, resiliente e reciprocamente vantaggioso, in un contesto di dinamiche commerciali globali in continua evoluzione.
Questo recente impegno si basa sui legami storici, tra cui il Trattato di amicizia e relazioni economiche del 1966 e l'Accordo quadro sugli scambi e gli investimenti del 2002, rispondendo al contempo alle priorità contemporanee come la sicurezza della catena di approvvigionamento e la concorrenza leale.
Mentre entrambe le nazioni affrontano sfide regionali più ampie, l'incontro segnala un continuo slancio verso la finalizzazione dell'ART e lo sblocco di nuovi flussi di investimento.



