Pattaya, Chonburi – La polizia thailandese, composta da agenti di tre diverse unità, ha coordinato una rapida operazione per arrestare una donna birmana accusata di aver ucciso la propria figlia di 7 anni strangolandola con una corda a Min Buri, Bangkok, prima di fuggire e nascondersi sull'isola di Koh Larn, al largo di Pattaya.
Il sospettato, identificato come Myo Pa Pa Tun, cittadino birmano, è stato arrestato il 2 aprile 2026 in un resort sull'isola di Koh Larn.

L'arresto è stato effettuato da una squadra congiunta composta da agenti della Polizia Turistica di Pattaya, investigatori della Divisione 3 del Dipartimento di Polizia Metropolitana e agenti locali della stazione di polizia di Pattaya.
L'operazione è scattata in seguito a informazioni secondo cui la sospetta aveva attraversato il mare dalla terraferma di Pattaya in barca al molo di Bali Hai il 1° aprile e si era registrata presso il resort, credendo che la posizione sull'isola avrebbe reso difficile rintracciarla.

Il tragico incidente è venuto alla luce la sera del 31 marzo 2026, quando la nonna della bambina, Nan Tun, una cittadina birmana di 50 anni, ha denunciato alla stazione di polizia di Min Buri la morte della nipote, Zuu Waddy Tun, di 7 anni, avvenuta in circostanze non chiare presso l'ospedale Sinphaet Serirak in Serithai Road, nel distretto di Min Buri a Bangkok.
La polizia, guidata dal sovrintendente della stazione di polizia di Min Buri, insieme agli agenti della scientifica, ha esaminato la scena del crimine in Ramkhamhaeng 190 Soi 5, Min Buri. Le prove, tra cui i segni sul collo della bambina, hanno portato gli investigatori a concludere che la piccola era stata strangolata con una corda, causando asfissia e morte.
La madre, Myo Pa Pa Tun, sarebbe uscita di casa nel primo pomeriggio, intorno alle 3:00, dicendo alla nonna di dover sbrigare delle commissioni. Avrebbe poi commesso il reato intorno alle 2:00, per poi darsi alla fuga. Ha lasciato il cellulare sul luogo del delitto, ma ha portato con sé una borsa con dei vestiti e il passaporto.

In seguito al ritrovamento, gli investigatori di Min Buri si sono coordinati con la polizia turistica di Pattaya e la polizia cittadina di Pattaya per rintracciare il sospettato. Il tribunale penale di Min Buri ha emesso un mandato di arresto con l'accusa di omicidio premeditato.
Dopo l'arresto a Koh Larn, la sospettata è stata riportata sulla terraferma e trasferita a Bangkok per ulteriori interrogatori e procedimenti legali presso la stazione di polizia di Min Buri.
Secondo quanto riferito dalla polizia di Min Buri, il sospettato avrebbe confessato il crimine, adducendo come motivazione una grave depressione e ansia.
Il caso ha sconvolto l'opinione pubblica per la sua brutalità, che ha coinvolto una madre e il suo bambino piccolo. Le autorità continuano a raccogliere prove, compresi i risultati delle analisi forensi, mentre il corpo del bambino è stato sottoposto ad autopsia per accertare la causa della morte.
Questo articolo si basa sui rapporti ufficiali della polizia relativi all'operazione congiunta del 2 aprile 2026.



