L'esercito thailandese condanna la Cambogia per l'attacco missilistico BM-21 contro un'area civile a Sisaket

Sisaket, Thailandia – 28 luglio 2025 – L'esercito reale thailandese ha espresso una ferma condanna nei confronti della Cambogia in seguito all'attacco missilistico BM-21 che ha colpito un'area civile nel sottodistretto di Sao Thong Chai il 27 luglio 2025, provocando un morto e un ferito.

L'attacco fa parte dell'escalation degli scontri di confine tra Thailandia e Cambogia, intensificatisi dal 24 luglio 2025, nel mezzo di una disputa decennale sui confini territoriali, in particolare intorno alle aree dei templi di Ta Muen Thom e Preah Vihear.

Secondo il colonnello Ritcha Suksuwanon, vice portavoce dell'esercito reale thailandese, un razzo BM-21, un sistema lanciarazzi multiplo di progettazione sovietica noto per la sua gittata di 20-40 km, è stato lanciato dal territorio cambogiano ed è atterrato nel sottodistretto di Sao Thong Chai intorno alle 5:00 del 27 luglio 2025. Il razzo ha causato danni significativi a sette abitazioni, uccidendo una donna di 59 anni e ferendo alla testa un uomo di 48 anni. Entrambe le vittime erano sentinelle volontarie del villaggio che collaboravano alla sorveglianza del confine durante il conflitto in corso.

Il personale militare ha prestato i primi soccorsi e ha trasportato i feriti all'ospedale di Sisaket per ulteriori cure. L'esercito ha condannato l'attacco, definendolo un deliberato attacco contro i civili, una grave violazione del diritto internazionale umanitario.

Questo incidente segue le precedenti segnalazioni di attacchi missilistici cambogiani BM-21 del 24 luglio 2025, che hanno colpito aree civili, tra cui un minimarket presso una stazione di servizio PTT a Ban Phue, nel distretto di Kantharalak, uccidendo diverse persone, tra cui un bambino di otto anni, e ferendone altre 13. L'esercito thailandese ha riferito che questi attacchi hanno preso di mira infrastrutture civili, come abitazioni, un ospedale e un supermercato, alimentando ulteriormente le accuse di crimini di guerra.

Le attuali ostilità segnano il peggior conflitto tra Thailandia e Cambogia degli ultimi 13 anni, radicato in una disputa di lunga data su un confine di 817 km, in particolare intorno ai templi di Ta Muen Thom e Preah Vihear. Le tensioni sono esplose dopo uno scontro del maggio 2025 in cui è morto un soldato cambogiano, seguito dall'esplosione di una mina antiuomo il 23 luglio 2025, che ha ferito cinque soldati thailandesi, uno dei quali ha perso una gamba. La Thailandia ha accusato la Cambogia di aver piazzato le mine, accusa che la Cambogia ha respinto, affermando che l'area contiene ancora mine antiuomo risalenti a conflitti passati.

Il 24 luglio 2025, scoppiarono scontri in sei località lungo il confine, tra cui Ta Muen Thom, il tempio di Ta Kwai e Chong An Ma, con entrambe le parti che si accusavano a vicenda di aver aperto il fuoco per prime. La Cambogia avrebbe lanciato razzi BM-21 dalla collina di Khao Laem, prendendo di mira aree civili thailandesi, mentre la Thailandia rispondeva con attacchi aerei F-16 contro obiettivi militari cambogiani, distruggendo due posti di comando. L'esercito thailandese segnalava 14 morti tra i civili, inclusi bambini, e 36 feriti nelle province di Si Sa Ket, Surin, Ubon Ratchathani e Buriram entro il 27 luglio 2025.

La Cambogia non ha reso noto ufficialmente il numero delle vittime, ma ha condannato gli attacchi aerei della Thailandia, in particolare nei pressi del tempio di Preah Vihear, patrimonio dell'UNESCO, definendoli un "disastro culturale".

Il conflitto ha causato lo sfollamento di oltre 130,000 civili in Thailandia, con evacuazioni in corso in distretti ad alto rischio come Kantharalak e Kap Choeng. La Cambogia ha riferito di aver evacuato 1,500 famiglie dalla provincia di Oddar Meanchey. Entrambe le nazioni hanno chiuso i valichi di frontiera, richiamato gli ambasciatori e declassato le relazioni diplomatiche.

La tempistica del conflitto coincide con i disordini politici interni in Thailandia, dove il primo ministro Paetongtarn Shinawatra rischia la sospensione a causa di una telefonata diplomatica trapelata con l'ex leader della Cambogia Hun Sen, che ha ulteriormente infiammato i sentimenti nazionalisti.